Smorfia napoletana e cabala ebraica

Le origini della smorfia napoletana sono incerte: sulla sua nascita è stato detto tutto e il contrario di tutto. Viene spesso collegata alla cabala, perché questa antica tradizione ebraica associa numeri e nomi, affiancando uno studio esoterico che tenta di svelare ciò che si nasconde dietro l’apparente realtà delle cose.

La versione occidentale della cabala, quella più diffusa ed anche più popolare è sicuramente quella napoletana, ribattezzata nel corso dei secoli come “smorfia napoletana”.

La smorfia napoletana è da sempre ’ un misto di sacro e profano, in quanto ha sicuramente preso spunto dagli antichi testi esoterici e religiosi dell’ebraismo cabalistico, riadattando però la materia esoterica alle esigenze più quotidiane, legate alla vita del popolo e alla realtà di tutti i giorni.

Probabilmente, il desiderio di decodificare la quotidianità è insito nella natura dell’uomo fin dalla notte dei tempi e alcune testimonianze riferiscono che l’usanza di associare i numeri a fatti ed avvenimenti della vita quotidiana, nonché ad immagini oniriche, risale agli antichi greci. Il termine “smorfia” sembrerebbe tra l’altro derivare proprio dal nome del dio greco del sonno: Morfeo.

La smorfia napoletana non è l’unica smorfia esistente in Italia: anche altre regioni hanno la loro smorfia (ad esempio le Marche, La Romagna e la Sicilia), però è indubbio che la più famosa, conosciuta in tutto il mondo, è quella napoletana.

Forse perché Napoli è indubbiamente una città tradizionalmente molto superstiziosa e gioco d’azzardo e superstizione vanno spesso a braccetto. O più probabilmente perché ogni napoletano che si rispetti ha in casa un libro sull’antica smorfia napoletana e l’interpretazione dei sogni, perché non si sa mai, la fortuna potrebbe sempre bussare alla porta o far capolino nei sogni.

 

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