La normativa riguardante l’obbligo di fatturazione elettronica

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Dal 6 gennaio 2014, la pubblica amministrazione non accetta più le fatture emesse e consegnate in formato cartaceo e, conseguentemente, non attua più i relativi pagamenti se non all’arrivo delle fatture in forma elettronica tramite software contabile delle Nazioni Unite.

Pertanto, a partire da questa dati, la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria nelle compravendite con gli enti pubblici quali il ministero, gli enti di previdenza, le agenzie fiscali e quant’altro.

La fatturazione elettronica verso la PA , secondo quanto specificato Nel DPR n. 633/1972 n. 21 , rappresenta un documento in formato Xml con firma elettronica qualificata o digitale riportante un codice identificativo univoco finalizzato ad individuare l’ufficio a cui la fattura è indirizzata..

Nella documentazione fiscale dovranno risultare , obbligatoriamente, la data di emissione, il numero progressivo, i dati anagrafici dell’emittente o fornitore, il suo comune di residenza,il suo indirizzo completo, il suo numero di partita I.V.A., il suo codice fiscale, eventuali dati del rappresentante fiscale, la quantità e la qualità dei beni forniti, gli estremi del ricevente ovvero del reparto o dell’ufficio delle Amministrazioni Pubbliche dove è stato effettuata la fornitura e/o il servizio, e la descrizione del tipo di prestazione effettuata, il relativo costo dei servizi quale base imponibile, l’importo di eventuali sconti, premi o abbuoni applicati, l’ammontare dell’aliquota I.V.A., i dati di immatricolazione o iscrizione presso i pubblici uffici se si tratta di cessione di mezzi di trasporto ed annotazioni che specifichino che l’emissione della fattura è stata redatta da un terzo ovvero un committente o un cedente.

Una volta compilata la fattura elettronica , si dovrà inviarla alla pubblica amministrazione utilizzando il sistema di Interscambio informatico o sul sito amministrato Dall’Agenzia delle Entrate attraverso la Sogei.

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La trasmissione della fattura, affinché avvenga in modo corretto, dovrà riportare “l’IdPaese” ovvero il codice identificativo del Paese del soggetto trasmittente, “l’Idcodice” Ossia il codice fiscale per i residenti italiani , mentre per i non residenti il codice identificato attribuito dal Paese di origine, il “progressivoInvio” o meglio il codice univoco al file delle dato di invio al Sistema di Interscambio ed il codice identificativo necessario per individuare l’ufficio amministrativo a cui inviare la fattura.

Nel caso il cedente risulti essere una società iscritta nel Registro delle Imprese, nella fatturazione elettronica dovrà essere evidenziata la sede dell’Ufficio del Registro presso cui la società risulta registrata, il numero Rea ovvero quello di repertorio, l’importo del capitale sociale effettivamente versato, i dati del socio unico nel caso di S.p.A o di S.rl. e le informazioni specificanti se la società è in liquidazione o meno.

Il Decreto Legislativo n 66/2014 n. 25 stabilisce che la fatture elettroniche dovranno contenere, oltre al codice identificativo della pubblica amministrazione (Ipa) , anche il Codice identificativo di gara o CIG nel caso vi sia stata una gara d’appalto finalizzata alla designazione di un fornitore ed il Codice unico di progetto ossia CUP nel caso di tratti di fatturazione di manutenzioni straordinarie, di lavori finanziati con contributi o di opere pubbliche.

Dal 31 marzo 2015 l ‘ obbligo di fatturazione elettronica si estenderà anche per gli accordi stipulati con tutte le amministrazioni.

 

 

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